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Tutto é iniziato nel 2004, quando giá da qualche anno lavoravo a Mwanza, in Tanzania, per una nota societá Italiana.

Paolo on Victoria lakeMwanza si affaccia sulle sponde del Lago Vittoria, al nord della Tanzania di cui é la seconda cittá per grandezza. In realtá la cittá di per se é piuttosto piccola anche se negli ultimi anni si sta sviluppando velocemente e l’oltre mezzo milione di abitanti é distribuito nelle vaste zone rurali che circondano il piccolo centro cittadino. I colori predominanti della regione sono il verde acceso della vegetazione ed il rosso  della terra satura di minerali.

In quel periodo, poiché il suo permesso di soggiorno non le permetteva di lavorare, mia moglie Diane inizió a fare del volontariato insegnando la lingua inglese ai giovani in un centro  gestito da una Suora Missionaria della confraternita delle Sorelle di Nostra Signora d’Africa.

Fu cosí che conoscemmo Sr. Anna Brigitta, della stessa confraternita.

Oltre ad insegnare in una scuola secondaria della cittá, Sr. Anna si occupava da tempo di un campo per lebbrosi che si trova a qualche chilometro da Mwanza.

Quando sentiamo parlare di lebbra nel “primo mondo” ci tornano alla mente i libri di scuola, secoli e situazioni oramai lontane nella memoria, ed invece in quello che chiamiamo “terzo mondo” la lebbra é ancora una realtá contro cui uomini e donne devono ancora combattere.

Diane aveva giá lavorato in precedenza con una ONG che si occupava di questo problema, quindi appena conosciuta Sr. Anna ha voluto visitare il campo.

Il Bukumbi Leprosy Camp é stato inizialmente istituito dal Governo della Tanzania nel 1972 con l’obiettivo non dichiarato di radunare i lebbrosi lontano dalla cittá, liberando le strade da malati e mendicanti, con il pretesto di offrire loro un tetto, terra da coltivare e la protezione di una organizzazione che avrebbe dovuto prendersi cura delle loro necessitá di base come cibo ed assistenza medica. Nessuno é stato trasferito a forza nel Campo e molti vi si sono trasferiti con l’intera famiglia. La ragione che ha spinto questa gente ad accettare il trasferimento va ricercata nel profondo delle radici culturali dei villaggi africani, dove un lebbroso e la sua famiglia sono considerate una maledizione per l’intera comunitá, dove il figlio di un lebbroso, é a priori un lebbroso. In questa zona sono ancora frequenti I casi di “stregoneria” operati sui malati con l’intento di eliminarli fisicamente.

L’organizzazione medico sanitaria improntata dal Governo non ha peró purtroppo mezzi e fondi adeguati per fornire ai malati assistenza medica e cibo.

Cosí ogni giorno Sr. Anna, da sola, affronta la sua battaglia per prendersi cura di questa Comunitá. Ogni Martedí carica la sua vecchia Toyota con zucchero, farina di mais, farina di grano, lardo, miglio, pesce essiccato, sale, sapone e vasellina e porta tutte le provviste al Campo.

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Nel corso degli anni é anche riuscita a motivare un gruppo di giovani che hanno iniziato a coltivare ortaggi in un terreno nei pressi del Campo. La verdure che viene portata ai malati del Campo non proviene dalla cittá, ma viene acquistata da questi ragazzi ed ogni persona ne riceve una piccola quota che sará il sostentamento di una settimana.

In questo modo Sr. Anna ha raggiunto due obbiettivi: rendere questi giovani autosufficienti, e dare un esempio da seguire al resto della Comunitá.

Nel Bukumbi Leprosi Camp, vivono insieme alle famiglie piú di 50 bambini, ed ognuno di loro sogna un future diverso dalla realtá che vive quotidianamente.

Alcuni di loro sono giá sieropositivi, altri orfani, ma tutti malnutriti, senza vestiti e senza alcuna prospettiva se non quella di crescere all’interno dei confini del “Bukumbi Leprosy Camp”.

Non era possible restare indifferenti davanti a tutto questo.

In certe situazioni é pur troppo semplice mettere mano al portafoglio e decidere di fare qualcosa che ci liberi la coscienza e ci lasci dormire soddisfatti di noi stessi per il resto della nostra vita. I problemi peró non si risolvono in questo modo, e l’umiltá deve sempre guidare i nostri passi.

Abbiamo iniziato a contribuire alle spese per la raccolta dei viveri e dei medicinali, Diane ha iniziato ad accompagnare Sr. Anna al Camp quasi ogni settimana, ma sentivamo che non era abbastanza.

Una sera Diane ed io ci siamo presentati a casa di Sr. Anna e le abbiamo chiesto di dirci se avessimo potuto aiutarla a realizzare un suo progetto, un suo sogno per tutte quelle anime che vivono al Bukumbi Leprosy Camp.

Sono bastati pochi istanti, é stato come se lei sapesse giá perché eravamo lí e fu facile per lei rivelarci il proprio sogno. “Vorrei dare un futuro migliore a tutti quei bambini che vivono nel Campo. Vorrei costruire un asilo ai bordi del Campo, ed aprirlo anche ai bimbi dei villaggi vicini. In questo modo potremmo favorire l’integrazione e far capire anche agli adulti che i figli o i nipoti dei lebbrosi sono bambini normali, con la stessa gioiosa voglia di vivere di ogni bambino al mondo.”

Mentre ci spiegava nei dettagli il suo progetto, i suoi occhi si illuminvano d’amore, un amore immenso, che non avevo mai conosciuto prima. Ci siamo innamorati del suo progetto, del suo entusiasmo, con la stessa velocitá con cui ci innamorammo dei sorrisi di quei bimbi seminudi nel Campo.

Sr. Anna ha presto localizzato un appezzamento di terreno ai margini del campo. Lo abbiamo acquistato, donato alla sua organizzazione ed iniziato la costruzione di quello che é in pochi mesi diventato un Asilo Montessori completo e funzionante con attigua sistemazione per l’insegnate, bagno esterno, cucina, piccola area giochi e tutto il mobilio necessario.

Tutte le forze dell’Universo hanno cospirato affinché il sogno di Sr. Anna si realizzasse e noi siamo solo stati le braccia che lo hanno costruito.

HopeAsilo esterno  Asilo 3

 

 

 

 

 

 

 

Nel 2007 questo progetto diventa “Colours of Life” una ONLUS che tramite il sistema delle adozioni a distanza si prende cura dell’Asilo e dei bambini che lo frequentano.

L’asilo é giá al suo decimo anno di vita. Quest’anno ospita 45 bambini, fra cui diversi provenienti dai villaggi che circondano il Campo. In dieci anni di vita sono stati avviati alla scuola elementare oltre 300 bambini, e tutti stanno dando grandi soddisfazioni.

Per chi volesse saperne di piú:

http://www.facebook.com/Coloursoflifeonlus

segreteria@coloursoflife.eu

https://www.youtube.com/channel/UCACQ9DufT5t14t-6V_cnBzg

Autore: Paolo Pagnotta